Sigarette Elettroniche: L'”Epidemia” che sta colpendo gli Stati Uniti, ci dovrebbe preoccupare?

Le Notizie provenienti dall’America hanno sempre un maggiore effetto nel mondo occidentale, secondo un paradigma giornalistico che affermerebbe “Se succede negli Stati Uniti potrebbe succedere anche a noi”. Una teoria che spesso, ben si presta all’utilità finale, considerando che gli Stati Uniti hanno una società improntata su degli stili di vita simili e delle economie simili (simili, ma non uguali) a quelle europee occidentali.

La notizia che sta rimbalzando su giornali, telegiornali e persino tabloid è quella della presunta “epidemia di svapatori”. La news è stata lanciata come se ci fosse effettivamente un male che si trasmette tra gli utilizzatori delle così controverse sigarette elettroniche, un nemico ignoto che necessita di indagini da parte dell’autorità.

Secondo un ultimo articolo del New York Times, le “vittime” di questa malattia da sigaretta elettronica sarebbero in 215, con un morto già accertato. Lo stesso articolo però cita un altro nemico della società americana, ovvero la marjuana. Sembrerebbe infatti che le vittime hanno in comune, l’utilizzo di sigarette elettroniche con liquidi non convenzionali, estratti dalla cannabis e con contenuti alti di THC.

 

Ma cosa dobbiamo veramente sapere riguardo a questa notizia?

Come descritto nell’articolo del NYT, la situazione è attualmente sconosciuta, le autorità non hanno idea contro chi o cosa stanno effettivamente rivolgendo la loro attenzione. Una cosa però accomuna le vittime: tutte utilizzavano delle sigarette elettroniche con all’interno dei liquidi illegali ad alto contenuto di THC. Quanto ben sottolineato nell’articolo, è l’utilizzo di una una nuova generazione di potenti sigarette elettroniche, il riciclo e l’alterazione sostanzialmente di cartucce e di liquidi. L’autore continua affermando che:

“Una delle cause di questa “epidemia” potrebbe essere trovata nelle sostanze che veicolano i principi attivi (THC e Nicotina) durante l’inalazione e l’assorbimento”.

 

Quali sono i segni e sintomi di questa “epidemia”?

Essendo legato all’apparato respiratorio, questo problema è in primis visibile con un segno generale di difficoltà respiratoria a cui si aggiungono altri chiari ma generali segni quali: Vomito, Fatigue e Febbre.

 

Fumi una sigaretta elettronica, ti devi preoccupare?

L’inalazione di sostanze contenenti nicotina dovrebbe sempre destare preoccupazione, quindi il consiglio migliore è di smettere, provando a ridurre gradualmente o utilizzando i numeri di supporto antifumo. Riguardo invece il caso preso in questione, lo Stato Italiano, per quanto talvolta molto macchinoso, permette un controllo di qualità molto più ristretto di quello statunitense. Un nuovo prodotto infatti in Italia, prima di entrare in commercio, deve superare una serie di controlli e test che ne determino la sicurezza. Negli Stati Uniti invece i controlli, per quanto devono eseguiti in modo da certificare il prodotto, non possono sospendere o bloccare la capacità di entrare nel mercato e cominciare la vendita. Inoltre, analizzando bene il problema, le sostanze che risultano colpevoli di questa epidemia, sembrerebbero mix non convenzionali e non legali. Concludendo, se fossi un utilizzatore di sigarette elettroniche con liquidi venduti da negozi autorizzati e con certificazione di garanzia, questo problema non dovrebbe riguardarti.

 

Perchè i media italiani riportano la notizia non completa?

Alcuni media italiani hanno avuto delle difficoltà sull’esporre la notizia con precisione, “dimenticando” o ” non enfatizzando” l’importante aspetto di sconsigliare ai lettori, l’utilizzo di liquidi non certificati e non modificati. Ponendo semplicemente uno stigma su questa soluzione alternativa, che indirettamente potrebbe riportare alcuni ex-fumatori nuovamente sulla strada delle “bionde”.

Il corriere, che ha riportato la notizia per interno scrive:

«Non bisogna lasciarsi andare a una caccia alle streghe» commenta Roberto Boffi, responsabile del Centro Antifumo del Reparto di Pneumologia dell’Istituto Tumori di Milano. «Quando si ricorre a questi sistemi, che davvero possono aiutare chi sta cercando di smettere di fumare, ci si deve affidare a prodotti certificati, evitando appunto i “fai da te” e gli acquisti su Internet. L’importante è trovare alternative alla schiavitù della classica sigaretta, per ridurre il danno che quando si fuma quella è molto più importante».

 

Ma la sigaretta elettronica fa male?

Questa domanda è una delle più ricercate dagli svapatori. La risposta attualmente ufficiale è che non ci sono dati a sufficienza per esprimersi sull’argomento. Il motivo è che i risultati e le possibili ripercussioni si potranno vedere nei prossimi decenni. I testi preliminari e di laboratorio mostrano una minore concentrazione di sostanze nocive se si compara l’e-cig con la sigaretta normale. Questo lascia presupporre una minore nocività, nonostante tutto è complesso sapere l’effetto che mix delle differenti sostanze può avere sull’organismo umano nel corso di alcuni decenni.

Un ulteriore ricerca inoltre, ha segnalato l’inefficacia della sigaretta elettronica sul programma di cessazione del fumo. I fumatori infatti, possono sostituire la loro vecchia dipendenza con l’e-cig, ritornare alla classica bionda e raramente cessare definitivamente.

Per questo motivo, tutti gli esperti, consigliano la cessazione del fumo e dell’utilizzo della sigaretta elettronica.

 

Il caso “Pfizer” e le implicazioni economiche delle sigarette elettroniche?

Pochi giorni fa è scoppiato il caso Pfizef, infatti la compagnia farmaceutica sembrerebbe implicata in un sistema di finanziamenti per screditare la sigaretta elettronica. La Pfizer, compagnia americana, è produttrice di prodotti per smettere di fumare, come gomme da masticare e vari medicamenti, con un giro di affari di oltre 2 miliardi di dollari. Secondo l’inchiesta di Der Spiegel, la società americana ha effettuato ingenti donazioni all’Alleanza tedesca contro il fumo – Aktionsbündnis Nichtrauchen (Abnr), composta da 15 istituzioni, oltre a piazzarvi un proprio rappresentante nel direttivo stesso. I finanziamenti, partiti nel 2009, come ammesso dalla stessa Abnr, avrebbero avuto come moneta di scambio la pubblicazione di informazioni sulla sigaretta elettronica, che ignoravano volutamente le evidenze scientifiche come la ridotta nocività delle e-cig.

 

A chi credere dunque?

Conosciamo bene il problema di comprendere quale ricerca è da considerare più o meno attendibile. Purtroppo le implicazioni di finanziamenti da privati o da case farmaceutiche talvolta rendono complessa la determinazione di un non conflitto di interesse con la ricerca stessa. Per questo motivo consigliamo di mantenersi sempre aggiornati sulle notizie, cercando la fonte e all’occorrenza comprendere se tale ricerca o tale centro di ricerca ha degli interessi economici-finanziari che ne implicano l’attendibilità.

Mirco Montinari

Nato a Maglie in Provincia di Lecce, laureato in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena. Presta servizio inizialmente presso un poliambulatorio specialistico specializzandosi nella lettura di ECG. Diviene Istruttore di BLSD Adulto e Pediatrico dell'American Heart Association. Nel Marzo 2015 lavora come Staff Nurse in Chirurgia d'Urgenza, presso il Darlington Memorial Hospital a Darlington (United Kingdom). Nel Giugno 2017 ottiene il ruolo di Surgical Nurse Practitioner in Clinical Decision Unit dove si specializza nell'assessment del paziente chirurgico e il trattamento farmacologico. E' ideatore e fondatore di TheNursingPost.com. Ricopre le cariche di: -Presidente dell'Associazione Culturale "Ad Maiora" attiva nel campo della divulgazione scientifica -Supplente dei Revisori dei Conti del Collegio IPASVI di Lecce -Presidente dei Revisori dei Conti del Nucleo CIVES di Lecce

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