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Responsabilità, la Salute all’Ipasvi: le linee guida degli infermieri le elaboreranno gli infermieri

13/10/2017 – L’intervento della Federazione per evitare che il requisito del 30% di rapprersentatività richiesto dal Dm della Salute del 2 agosto, bloccasse la possibilità alle associazioni infermieristiche di partecipare alla stesura delle linee guida previste dalla legge 24/2017 ha avuto i risultati attesti: le associazioni “potranno dichiarare la propria rappresentatività  nell’area  di riferimento  e  pertanto essere valutate ai fini dell’iscrizione nell’elenco” sotto la responsabile della Federazione. LA LETTERA DEL MINISTERO

Legge 24/2017, linee guida: gli infermieri devono esserci. Ora ci sono, come promesso dalla presidente e dal Comitato centrale che è passato dalle parole ai fatti.

L’intervento dal punto di vista politico – già annunciato alla Consulta delle associazioni infermieristiche riunita d’urgenza dopo la pausa estiva – della presidente Ipasvi e del Comitato centrale per superare lo scoglio della rappresentatività ed evitare che il requisito del 30% richiesto dal decreto del ministero della Salute del 2 agosto scorso, bloccasse di fatto la possibilità alle associazioni infermieristiche di partecipare alla predisposizione delle linee guida previste dalla legge sulla responsabilità professionale, ha avuto i risultati attesti.

Il ministero della Salute (si veda lettera allegata), rispondendo alla presidente Ipasvi che ha posto una serie di quesiti articolati nel merito e obiezioni sull’applicazione della norma, ha chiarito in una lettera ufficiale che:

– essendo gli infermieri 450mila appare giustamente difficile poter acquisire la rappresentatività del 30%;

– i requisiti previsti dal decreto della Salute del 2 agosto sottraggono così alle società scientifiche e alle associazioni tecnico scientifiche della professione infermieristica la possibilità di concorrere alla predisposizione delle linee guida.

Lo stesso ministero nella lettera sottolinea che la ratio della legge è quella di consentire I ‘elaborazione di linee guida a tutte le attività degli esercenti le professioni sanitarie e , quindi: “… può ritenersi che, ove in una determinata ‘disciplina’ o ‘specializzazione’, ‘area’ o ‘settore’ di esercizio professionale, non sussista alcuna società scientifica o associazione tecnico-scientifica che possieda una rappresentatività pari al 30%,  potranno  comunque  essere  valutate  ai fini dell’iscrizione nell’elenco le società scientifiche o associazioni  tecnico-scientifiche aventi adeguata rappresentatività nella disciplina o specializzazione, area o settore di riferimento”.

Per quanto riguarda la professione infermieristica il ministero, su indicazione della Federazione, riconosce sei aree professionali:

  1. a) area cure primarie –  servizi territoriali/ distrettuali;
  2. b) area intensiva e dell’emergenza urgenza;
  3. c) area medica;
  4. d) area chirurgica;
  5. e) area neonatologica e pediatrica;
  6. f) area salute mentale e dipendenze.

Sono le stesse previste per le competenze avanzate e il ministero afferma che le società scientifiche o le associazioni tecnico-scientifiche “ben potranno dichiarare la propria rappresentatività  nell’area  di riferimento  e  pertanto essere  valutate  ai fini dell’iscrizione nell’elenco”.

Chi sarà garante di tutto questo è la stessa Federazione e il ministero afferma nella lettera la “rilevanza del ruolo che la Federazione potrà svolgere  ai fini della valutazione del possesso, nonché del mantenimento, del requisito della ‘adeguata rappresentatività’ delle società scientifiche e associazioni tecnico scientifiche nelle richiamate sei aree di riferimento”.

E chiede proprio alla Federazione di favorire “l’aggregazione di società scientifiche o associazioni tecnico scientifiche appartenenti alla medesima area professionale” perché “possano assicurare la maggiore rappresentatività dell’area di riferimento e essere individuate come un unico soggetto” al momento della presentazione al ministero della domanda di iscrizione all’elenco.

La palla quindi passa ora alle associazioni che dovranno censire, valutare e dimostrare l’effettiva possibilità di essere inserite negli elenchi e, anche con sinergie virtuose tra di loro e con i Collegi, consolidare il loro ruolo. Cosa questa su cui la Federazione ha già dato tutta la sua disponibilità a essere di supporto.

Nessuno scontro istituzionale quindi, ma, come annunciato e promesso dalla presidente Ipasvi,  concertazione e dialogo con le istituzioni hanno consentito alla Federazione Ipasvi di ottenere il risultato voluto: le linee guida sulla responsabilità degli infermieri le elaboreranno gli infermieri.

About the author

Nato a Maglie in Provincia di Lecce, laureato in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena. Presta servizio inizialmente presso un poliambulatorio specialistico per poi divenire Istruttore di BLSD Adulto e Pediatrico dell'American Heart Association. Attualmente lavora come Staff Nurse in Chirurgia, presso il Darlington Memorial Hospital a Darlington (United Kingdom). E' ideatore e fondatore di TheNursingPost.com. Ricopre le cariche di: -Presidente dell'Associazione Culturale "Ad Maiora" attiva nel campo della divulgazione scientifica -Revisore dei Conti del Collegio IPASVI di Lecce -Presidente dei Revisori dei Conti del Nucleo CIVES di Lecce

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