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Ambulanza della morte, un effetto collaterale del privatismo nelle ambulanze?

“Praticamente la gente non moriva per mano di Dio. Siccome era in agonia e doveva morire lo stesso, la facciamo morire prima sull’ambulanza, cosi noi guadagnano 300 euro anziché 50 o 20”

La storia raccontata dal servizio delle Iene, spiega come, in un piccolo paese (di cui la posizione rimane ignota), alcuni ambulanzieri, appartenenti ad un ente privato, mettevano in atto pratiche che portavano al decesso del paziente per embolia gassosa, in seguito all’iniezione intravenosa di aria. Il tutto con l’unico scopo di guadagnare qualche centinaia di euro in più.

La macabra “strategia” descritta, da quelli che si presentano come testimoni oculari, era quella di anticipare la morte del paziente in modo da poter “vendere” il funerale all’agenzia funebre che risultava la migliore offerente.

La meschinità di questa strategia consiste nel avvicinare il parente durante il momento di maggiore debolezza, ovvero quello dopo la tragica scoperta della morte del proprio caro, e farsi dare carta bianca per l’organizzazione del funerale.

Nel piccolo ospedale in questione, si trovano decine e decine di biglietti da visita della suddetta ambulanza, il personale dell’Asl, anche senza mai esporsi direttamente, consiglia lateralmente di affidarsi a questi “ragazzi”. Ciò che sembra dare valore alle parole dei testimoni, si trova nelle dichiarazioni dei tre parenti delle vittime intervistati, che confermano il decesso del proprio caro sull’ambulanza.

Secondo il testimone la frequenza di questi atti è di circa 18/20 vittime l’anno con un periodo operante che parte dal 2012. Centinaia di vittime che, secondo questi killer, valevano più da morti che da vivi. Alla domanda dell’intervistatrice dei documenti ufficiali o di un registro dei trasporti, il testimone afferma che non esiste alcun registro e che i pazienti venivano ufficialmente dichiarati deceduti presso la propria abitazione e non durante il trasporto.

Tutta la documentazione e quanto filmato dalla Redazione de Le Iene è stato consegnato in mano alla questura per aprire le indagini sui fatti.  Non abbiamo certezza, ne prove, che quanto raccontato sia la verità, una ricostruzione macabramente fantasiosa o una storia verosimile. Quanto però denunciato da noi, innumerevoli volte, nasceva dal timore che orrori del genere potessero accadere nel sistema privatistico della gestione delle ambulanze.

Per anni ci siamo schierati contro le associazioni e gli enti privati che hanno fatto di un servizio di volontariato un lavoro infimamente pagato. Infermieri sfruttati e usati come volontari con la sola promessa del rimborso spesa a fine turno. Professionisti vittime di persone che nulla hanno a che fare con il mondo della salute e dell’assistenza, il cui unico obiettivo è guadagnare e sfruttare. In attesa delle indagini della procura, speriamo che questa ambulanza finisca con i suoi operati criminosi.

Segue il servizio delle Iene:

https://www.iene.mediaset.it/puntate/2017/05/21/rei-l-ambulanza-della-morte_11262.shtml

About the author

Nato a Maglie in Provincia di Lecce, laureato in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena. Presta servizio inizialmente presso un poliambulatorio specialistico specializzandosi nella lettura di ECG. Diviene Istruttore di BLSD Adulto e Pediatrico dell'American Heart Association. Nel Marzo 2015 lavora come Staff Nurse in Chirurgia d'Urgenza, presso il Darlington Memorial Hospital a Darlington (United Kingdom). Nel Giugno 2017 ottiene il ruolo di Surgical Nurse Practitioner in Clinical Decision Unit dove si specializza nell'assessment del paziente chirurgico e il trattamento farmacologico. E' ideatore e fondatore di TheNursingPost.com. Ricopre le cariche di: -Presidente dell'Associazione Culturale "Ad Maiora" attiva nel campo della divulgazione scientifica -Supplente dei Revisori dei Conti del Collegio IPASVI di Lecce -Presidente dei Revisori dei Conti del Nucleo CIVES di Lecce

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