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FIRENZE: Studenti infermieri “Stop allo sfruttamento!”

L’annosa questione dello sfruttamento degli studenti infermieri pende sulla testa degli universitari aspiranti professionisti che si affacciano alla cruda realtà della sanità italiana. I conti in reparto vengono fatti con unità infermieristiche e unità “quasi” infermieristiche. Cosa significa? ogni coordinatore giornalmente prega nella presenza di studenti infermieri, sopratutto di 3 anno (in quanto più preparati e pronti a sostenere la mole di lavoro) per assegnare pazienti e ridurre il carico lavorativo dei pochi infermieri presenti in reparto. Premettiamo, non è nostra intenzione quella di sminuire gli studenti, che spesso dimostrano abilità al pari o talvolta anche maggiori di alcuni infermieri, ma da un punto di vista legale, e sopratutto remunerativo, questo deve essere visto solo come sfruttamento gratuito e crudele nei confronti di chi vuole diventare un professionista.

Per le aziende sanitarie, gli universitari infermieri sono un attimo di respiro, un aiuto, una forza lavoro gratuita senza diritti. Nessun diritto alla mensa ospedaliera, nessuno diritto al parcheggio gratuito e nessun diritto ad avere un rimborso delle spese sostenute.

Fin dal 2000 era previsto un sostegno economico per gli universitari impegnati nel tirocinio, ma la giunta ha deciso di tagliare i fondi e gli studenti non ci stanno più.

Basta allo sfruttamento spacciato come tirocinio, rivendicano. Stando a quanto riporta la testata fiorentina de La Reppublica, i ragazzi dovranno così dire addio a circa 955 euro al primo anno, 1.936 al secondo e 3.227 al terzo.

Questo contributo rappresentava una sorta di rimborso spese visto che molti di noi fanno le ore di tirocinio lontano da dove vivono e sparsi fra le varie sedi della regione – spiega Hamilton Dollaku, rappresentante dell’Udu (unione degli universitari) in Cda e studente di Infermieristica.

Questo pomo della discordia ha movimentato gli studenti infermieri fiorentini che ieri sono scesi in piazza a manifestare dicendo la loro su cosa pensano riguardo al sistema sanitario regionale. Una protesta che dovrebbe essere abbracciata da tutti gli infermieri, in primis per difendere il diritto degli studenti ad imparare in tutta sicurezza e per tutelare i posti di lavoro che attualmente sono occupati da manodopera senza stipendio.

About the author

Nato a Maglie in Provincia di Lecce, laureato in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena. Presta servizio inizialmente presso un poliambulatorio specialistico specializzandosi nella lettura di ECG. Diviene Istruttore di BLSD Adulto e Pediatrico dell'American Heart Association. Nel Marzo 2015 lavora come Staff Nurse in Chirurgia d'Urgenza, presso il Darlington Memorial Hospital a Darlington (United Kingdom). Nel Giugno 2017 ottiene il ruolo di Surgical Nurse Practitioner in Clinical Decision Unit dove si specializza nell'assessment del paziente chirurgico e il trattamento farmacologico. E' ideatore e fondatore di TheNursingPost.com. Ricopre le cariche di: -Presidente dell'Associazione Culturale "Ad Maiora" attiva nel campo della divulgazione scientifica -Supplente dei Revisori dei Conti del Collegio IPASVI di Lecce -Presidente dei Revisori dei Conti del Nucleo CIVES di Lecce

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