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Ricostruite le radici della violenza, influenzata da cultura e società

Le radici della violenza umana affondano nella preistoria. E’ una caratteristica tipica dei primati, ereditata dall’uomo durante l’evoluzione, e poi influenzata dalla cultura e dalla società. All’origine della nostra specie le uccisioni fra esseri umani erano circa il 2%, mentre oggi sono ridotte allo 0,01%. Lo hanno calcolato i ricercatori guidati da Josè Maria Gomez, della Stazione sperimentale delle zone aride di Almeria, in Spagna, il cui lavoro è pubblicato sulla rivista Nature.

Risalendo alle origini
Se l’uomo sia violento o buono per natura è un tema che da secoli appassiona filosofi e pensatori, basti pensare a Thomas Hobbes e Jean Jacques Rousseau. In questo caso i ricercatori sono partiti da un approccio diverso, servendosi della biologia comparativa per ricostruire il probabile tasso di violenza letale alle origini della nostra specie. Hanno messo insieme i dati su oltre 4 milioni di morti, arrivando a quantificare il livello di violenza in 1.024 specie di mammiferi di 137 famiglie (tra cui topi, cavalli, pipistrelli, conigli e scimmie), mentre per l’uomo hanno ricavato i dati da 600 studi e campioni dall’era Paleolitica all’Età del ferro, da 50.000 anni fa a oggi.

La violenza in cifre
Hanno così calcolato la violenza commessa all’interno della stessa specie. Si parte dallo 0,30% dei mammiferi delle origini, per poi aumentare all’1,1% con gli antenati di primati, roditori e lepri, al 2,3% dei comuni avi di primati e toporagni, e calare all’1,8% con gli antenati delle grandi scimmie antropomorfe. La violenza aumentava man mano che i gruppi vivevano vicini, condividendo lo stesso territorio e lottando per le risorse.

L’influenza della cultura
Il livello di violenza umana alle origini si stima fosse sul 2% (simile a quello delle scimmie e dei primi uomini), circa 6 volte maggiore di quello dei mammiferi, per poi aumentare al 15-30% nei campioni che risalgono all’epoca compresa fra 3.000 e 500 anni fa, e tornare a calare nell’epoca contemporanea fino a oggi, dove è dello 0,01%. Il tasso di violenza tra uomini è cambiato principalmente in concomitanza con i cambiamenti socio-politici. Il che suggerisce, conclude lo studio, che la cultura e la società possano modificare la naturale tendenza umana alla violenza.

Fonte: Ansa

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About the author

Nato a Maglie in Provincia di Lecce, laureato in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena. Presta servizio inizialmente presso un poliambulatorio specialistico specializzandosi nella lettura di ECG. Diviene Istruttore di BLSD Adulto e Pediatrico dell'American Heart Association. Nel Marzo 2015 lavora come Staff Nurse in Chirurgia d'Urgenza, presso il Darlington Memorial Hospital a Darlington (United Kingdom). Nel Giugno 2017 ottiene il ruolo di Surgical Nurse Practitioner in Clinical Decision Unit dove si specializza nell'assessment del paziente chirurgico e il trattamento farmacologico. E' ideatore e fondatore di TheNursingPost.com. Ricopre le cariche di: -Presidente dell'Associazione Culturale "Ad Maiora" attiva nel campo della divulgazione scientifica -Supplente dei Revisori dei Conti del Collegio IPASVI di Lecce -Presidente dei Revisori dei Conti del Nucleo CIVES di Lecce

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