EMERGENZA ANZIANI: Troppi badanti e pochi infermieri

Una delle crisi italiane piú preoccupanti ma anche tra le meno considerate è quella che riguarda l’invecchiamento dei cittadini Italiani. A prendersi cura dei 2,5 milioni di anziani non autosufficienti, un terzo dei quali vive da solo, c’e’ quasi esclusivamente un esercito di 830mila badanti, spesso in nero, e senza o con pochissima preparazione specifica, mentre il servizio sanitario e il welfare territoriale latita.

Sono centinaia, se non migliaia, i casi di pazienti che hanno ricevuto un’assistenza non adatta, dispensata da persone che di trattamenti geriatrici ne sa veramente poco. Nessun corso, nessuna conoscenza specifica sull’argomento e spesso nessun contratto. Dai 600 ai 1000 euro per vivere in compagnia di un nostro caro dispensandogli quella che è un assistenza di base, solitamente carente. Non è raro che pazienti geriatrici con rischi di ulcere da pressione, di diabete, o pazienti ortopedici e con alti rischi cardiovascolari, vengano presi in carico da persone che improvvisano su argomenti in cui la comunità scientifica infermieristica continua a fare ricerca ed ha migliorato prevenzione e trattamento.

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I dati sono emersi durante il convegno “Misericordia a domicilio. Le cure domiciliari, paradigma di una ‘carita’ in uscita’ e di un modello innovativo di welfare”, promosso dall’Istituto superiore di sanita’ (Iss), dalla Caritas e dal Centro per la pastorale familiare della diocesi di Roma. I numeri sono eloquenti, ha spiegato Giuseppe Milanese, presidente Operatori sanitari associati (Cooperativa con 2700 soci, tra Medici, Infermieri e Operatori Sanitari): l’assistenza domiciliare e’ mediamente di 22 ore l’anno, e solo per mezzo milione di anziani, mentre dovrebbe essere almeno di 8 ore a settimana. In Germania arriva addirittura a 28 ore a settimana. “Tra Francia, Germania, Spagna e Inghilterra siamo il Paese che fa meno. Da noi l’assistenza primaria e’ ancora un miraggio”.

Quanto emerso da questa conferenza è anche un terribile squilibrio tra nord e sud, un rapporto di assistenza domiciliare di 10 a 1. Questi dati indicano politiche sull’assistenza domiciliare totalmente differenti tra regione e regione. Una situazione che certamente sta permettendo la creazione di un nuovo sistema a delinquere. Basato sull’abuso di professione e su assistenza scadente dispensata da persone fuori dalle realtà sanitarie. Inoltre la gestione, che a nostro dire dovrebbe essere affidata per legge ad un Infermiere, è attualmente in mano ad agenzie o persone senza nessuna conoscenza e senza nessun scrupolo, il cui unico obiettivo è il guadagno.

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Questo problema si può affrontare con leggi chiare ed univoche a livello nazionale, puntando su una migliore copertura sul territorio ma sopratutto alla verifica degli esiti e della qualità delle cure.

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