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IPASVI FIRENZE: Vigilare su reclutamento non etico di Infermieri

Il Collegio IPASVI di Firenze ha diramato un comunicato sulla necessità di controllare e vigilare i flussi dei lavoratori infermieri in entrata

“Più attenzione ai flussi di infermieri che arrivano dall’estero, in modo da trattenere i giovani professionisti italiani nel nostro Paese, evitando contemporaneamente reclutamenti che violino l’etica e la dignità dei lavoratori, con il rischio di svuotare di professionisti Stati del mondo in via di sviluppo”.

Il punto cardine spiegato da Abukar Aweis Mohamed, consigliere del collegio IPASVI di Firenze, sta nel programmare esattamente i flussi di professionisti sanitari, evitando che ci sia uno svuotamento dei paesi in via di sviluppo e conseguente situazioni di sovraffollamento nei paesi accoglienti.

In linea con quanto disposto dal Codice di condotta sul reclutamento internazionale di personale sanitario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, occorre vigilare per non svuotare di infermieri gli Stati in via di sviluppo che hanno bisogno di queste professionalità, creando squilibri anche nel nostro Paese. Serve insomma una reciprocità da sviluppare attraverso accordi istituzionali e programmi specifici”.

Nonostante si conferma che i flussi migratori debbano essere liberi e garantire ad ogni professionista di poter esercitare in altre nazioni, è importante programmare anche gli esatti numeri di necessità. Se lo Stato forma un numero di infermieri (con investimenti di non poco conto) è giusto che questi stessi professionisti possano esercitare nel loro paese di origine ed evitare che gli investimenti statali non siano solo un ulteriore spreco di denaro pubblico, tema molto vicino agli italiani.

Nel 2014 il Ministero dell’Economia ha pubblicato il seguente scenario:

  • Cala il numero dei dipendenti del SSN;
  • Aumenta l’età media dei lavoratori;
  • Cala la retribuzione media;
  • Aumenta la vita media, aumenta la cronicità e disabilità,
  • Sale il numero delle domande di assistenza.
  • Sale Il numero dei precari

Inoltre il numero degli infermieri “flessibili” tramite agenzie interinali è passato da 9.884 a 10.934 (+1.050) nell’arco di un anno (2013-2014). Attualmente le agenzie interinali sono divenute a tutti gli effetti il nemico numero uno della nostra occupazione.

 

In tutto questo contesto, infine i dati dell’Ocse nel 2014 evidenziano che in Italia mancano circa 60mila infermieri e, al tempo stesso, sono ben 25mila i neolaureati che non riescono a trovare lavoro, oltre che il danno, anche la beffa! (LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO)

About the author

Nato a Maglie in Provincia di Lecce, laureato in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena. Presta servizio inizialmente presso un poliambulatorio specialistico specializzandosi nella lettura di ECG. Diviene Istruttore di BLSD Adulto e Pediatrico dell'American Heart Association. Nel Marzo 2015 lavora come Staff Nurse in Chirurgia d'Urgenza, presso il Darlington Memorial Hospital a Darlington (United Kingdom). Nel Giugno 2017 ottiene il ruolo di Surgical Nurse Practitioner in Clinical Decision Unit dove si specializza nell'assessment del paziente chirurgico e il trattamento farmacologico. E' ideatore e fondatore di TheNursingPost.com. Ricopre le cariche di: -Presidente dell'Associazione Culturale "Ad Maiora" attiva nel campo della divulgazione scientifica -Supplente dei Revisori dei Conti del Collegio IPASVI di Lecce -Presidente dei Revisori dei Conti del Nucleo CIVES di Lecce

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