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MEDICI SENZA FRONTIERE: Dopo strage, ci ritiriamo da Kunduz

La strage che ha scosso il mondo in questi giorni ha portato a delle conseguenze, Medici Senza Frontiere per ora non opererà più a Kunduz. Ma andiamo per gradi.

A metà della scorsa settimana Kunduz, città governativa Afgana viene conquistata a sorpresa da i Taleban atto che genera subito dopo una controffensiva durissima di USA e Afghanistan che portano la città nuovamente in mano del Governo appoggiato dagli USA.  La confusione generata da queste battaglie portano “inavvertitamente” ad un bombardamento da parte degli USA di uno degli ospedali gestiti da Medici Senza Frontiere. I morti sono 19, 12 dei quali erano Sanitari. I feriti invece sono 37.

Le accuse da Medici Senza Frontiere sono durissime nei confronti degli attaccanti. Gli Usa e il Governo di Kabul sapevano che la struttura era occupata dall’organizzazione non governativa già da alcuni mesi. Mentre gli USA chiedono scusa per i loro attacchi il governo di Kabul continua ad affermare che all’interno si trovavano alcuni terroristi.

Anche Gino Strada si muove in favore di Msf:

La solidarietà di Emergency. “Bombardare un ospedale dove si curano i feriti è un atto di violenza inaccettabile. Un ospedale è un luogo di cura che come tale va tutelato e ciò è possibile solo se gli ospedali vengono rispettati da tutte le parti in conflitto, come previsto dalle convenzioni di Ginevra. Emergency esprime la sua solidarietà a Medici senza Frontiere e condanna fermamente l’attacco da parte delle forze Nato all’ospedale a Kunduz, in Afghanistan”. Così l’associazione di Gino Strada, che sta cercando di trovare spazio per alcuni feriti all’ospedale di Emergency a Kabul.

Infine l’ONU condanna l’attacco definendolo “Crimine di Guerra”

L’Onu ha condannato il bombardamento affermando che potrebbe trattarsi di un «crimine di guerra». «Questo evento profondamente scioccante dovrebbe essere investigato a fondo e in modo indipendente e i risultati dovrebbero essere resi pubblici», ha affermato Zeid Ra’ad Al Hussein, Alto Commissario Onu per i diritti umani. «La serietà dell’incidente è sottolineata dal fatto che, se ne fosse provata la volontarietà in un tribunale, un attacco aereo contro un ospedale integrerebbe un crimine di guerra», ha aggiunto, definendo il bombardamento «tragico e forse persino criminale».

Medici senza frontiere da successivamente l’annuncio del ritiro da parte dello staff dala città di Kunduz.

Medici senza frontiere (Msf) si è ritirata da Kunduz, la città afghana dove l’ospedale è stato distrutto da un raid aereo, condotto dagli Stati Uniti secondo Msf, con almeno 19 morti e decine tra feriti e dispersi. Kate Stegeman, portavoce di Msf, ha precisato che “parte del nostro staff è rimasto in città per controllare la struttura e rispondere alle necessità mediche della popolazione non appena le condizioni della sicurezza lo permetteranno”.

About the author

Nato a Maglie in Provincia di Lecce, laureato in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena. Presta servizio inizialmente presso un poliambulatorio specialistico specializzandosi nella lettura di ECG. Diviene Istruttore di BLSD Adulto e Pediatrico dell'American Heart Association. Nel Marzo 2015 lavora come Staff Nurse in Chirurgia d'Urgenza, presso il Darlington Memorial Hospital a Darlington (United Kingdom). Nel Giugno 2017 ottiene il ruolo di Surgical Nurse Practitioner in Clinical Decision Unit dove si specializza nell'assessment del paziente chirurgico e il trattamento farmacologico. E' ideatore e fondatore di TheNursingPost.com. Ricopre le cariche di: -Presidente dell'Associazione Culturale "Ad Maiora" attiva nel campo della divulgazione scientifica -Supplente dei Revisori dei Conti del Collegio IPASVI di Lecce -Presidente dei Revisori dei Conti del Nucleo CIVES di Lecce

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