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Sigarette Elettroniche: La confusione delle evidenze del Sistema Sanitario Inglese – The Lancet

La scorsa settimana, il ministero della salute in Inghilterra (PHE) ha pubblicato quello che viene descritto come una “revisione dei punti decisivi” come prova a favore delle sigarette elettroniche. Il titolo nel loro comunicato stampa è: “E-sigarette circa il 95% meno dannose del tabacco”. Kevin Fenton, direttore di salute e benessere a PHE, ha commentato che, “E-sigarette non sono completamente esenti da rischi, ma rispetto al fumo, le prove dimostrano che portano solo una frazione del danno”. Infatti, il dato del 95% è stato ampiamente raccolto in mezzi di informazione. La BBC, ad esempio, ha riferito con certezza che le “E-sigarette sono il 95%  meno dannose del tabacco”. Allora, qual è stato il motivo che ha portato a questo cambio di opinione riguardo le evidenze che renderebbero le e-sigarette così sicure?

Nell’ “Aggiornamento Evidenze” edito dal PHE (Public Health England), scritto da Ann McNeill (King College di Londra) e Peter Hajek (Queen Mary University of London), la sicurezza delle e-sigarette “alla luce delle nuove evidenze” si riassume in questo modo: “Sebbene lo svapare (termine che usano i fumatori di sigaretta elettronica per definire la fumata) non può essere sicuro al 100%, la maggior parte delle sostanze chimiche che causano malattie legate al fumo sono assenti mentre le sostanze chimiche che sono presenti hanno una pericolosità limitata. Precedentemente era stato stimato che le e-sigarette sono circa il 95% più sicure rispetto al fumo da tabacco(10, 146). Questo stima sembra rimanere ragionevole. “La conclusione del rapporto del PHE era un verdetto che si basava su due riferimenti a partire dal 2014. Uno (riferimento 146) era un rapporto stilato da tutte la parti dei gruppi parlamentari britannici che si occupano della Farmacologia. L’altro (riferimento 10) è stato un articolo di David Nutt e colleghi pubblicato su European Addiction Research. Proprio da questo documento deriva la cifra del 95%. McNeill e Hajek sono sicuri riguardo l’importanza di questo lavoro: “Vi è la necessità di pubblicizzare che le sigarette elettroniche sono il 95 % più sicure rispetto a quelle tradizionali.”. La PHE ha immediatamente accettato questa raccomandazione. Addirittura con un pò troppa fretta.

E importante leggere con attenzione lo studio su cui si è basata la PHE . Nutt e colleghi descrivono come l’Independent Scientific Committee on Drugs, che Nutt ha fondato nel 2010, ha riunito un gruppo di esperti internazionali a considerare “l’importanza relativa dei diversi tipi di danni connessi con l’uso di prodotti contenenti nicotina”. Nel corso di un workshop durato due giorni, nel mese di luglio 2013, il gruppo si è riunito a Londra per rivedere il contesto di danni da prodotti contenenti nicotina, la gamma di prodotti (compresi i “prodotti di consegna di nicotina elettronici di sistema”), e i criteri di danni. Il gruppo ha catalogato il prodotto dei danni, e i coefficienti che sono stati applicati ai risultati. Sulla base dei pareri di questo gruppo di ricercatori, le sigarette sono state classificate come il prodotto di nicotina più pericoloso con un punteggio di 99%. Le  E-sigarette sono stati stimate con un danno relativo massimo del  4%. Da qui è stato estrapolato il  risultato che determina la cifra “95% in meno dannoso” riferite la scorsa settimana dalla pubblicazione degli studi.

Ma né la PHE né McNeill e Hajek riportano gli avvisi che Nutt e colleghi hanno dichiarato nel loro articolo. In primo luogo, c’è stata una “mancanza di prove concrete per i danni della maggior parte dei prodotti e sulla maggior parte dei criteri usati”. In secondo luogo, “non c’era un criterio formale per l’assunzione di esperti”. In altre parole, le opinioni di un piccolo gruppo di individui senza esperienza nel controllo del tabacco erano basate su una quasi totale assenza di prova rispetto al danno. Su questa base straordinariamente fragile che la PHE ha basato la conclusione principale e il messaggio della sua relazione.

Lo studio condotto da Nutt è stato finanziato dalla Euroswiss Salute e Lega Italiana Anti Fumo (LIAF). Riccardo Polosa, uno degli autori dell’articolo di Nutt, è il Consulente del Direttore Scientifico per LIAF. Nel documento, riferisce che lavora come consulente di Arbi Group Srl, un distributore e-sigaretta. La sua ricerca su e-sigarette è attualmente supportata da LIAF. Un altro autore riporta che lavorano come consulenti per i fabbricanti di prodotti per smettere di fumare. I redattori della rivista, hanno aggiunto una nota alla fine dell’articolo, per avvisare i lettori del “potenziale conflitto di interessi” associato a questo studio.

Il tabacco è la principale causa di morti evitabili in Inghilterra e le e-sigarette possono avere un ruolo da svolgere per ridurre l’uso del tabacco. Ma la rilevanza che PHE accetta sul lavoro riguardo le dipendenze è metodologicamente debole, ed è reso ancora più pericoloso dai dichiarati conflitti di interesse che circonda il suo finanziamento, sollevando seri interrogativi non solo sulle conclusioni della relazione PHE, ma anche su la qualità del processo di revisione tra pari dell’agenzia. PHE sostiene di proteggere e migliorare la salute e il benessere della nazione. Per farlo, ha bisogno di contare su studi di altissima qualità. In questa occasione, essa non è stata all’altezza.

 

Articolo Originale: http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(15)00042-2/fulltext

Traduzione a cura di: TheNursingPost.com

About the author

Nato a Maglie in Provincia di Lecce, laureato in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena. Presta servizio inizialmente presso un poliambulatorio specialistico specializzandosi nella lettura di ECG. Diviene Istruttore di BLSD Adulto e Pediatrico dell'American Heart Association. Nel Marzo 2015 lavora come Staff Nurse in Chirurgia d'Urgenza, presso il Darlington Memorial Hospital a Darlington (United Kingdom). Nel Giugno 2017 ottiene il ruolo di Surgical Nurse Practitioner in Clinical Decision Unit dove si specializza nell'assessment del paziente chirurgico e il trattamento farmacologico. E' ideatore e fondatore di TheNursingPost.com. Ricopre le cariche di: -Presidente dell'Associazione Culturale "Ad Maiora" attiva nel campo della divulgazione scientifica -Supplente dei Revisori dei Conti del Collegio IPASVI di Lecce -Presidente dei Revisori dei Conti del Nucleo CIVES di Lecce

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