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PROFESSIONE: Gli Educatori che sostituiscono gli Infermieri

infermiere1-638x425Non è raro trovare, all’interno delle comunità psichiatriche, Educatori Professionali che sostituiscono in toto il ruolo degli infermieri. Strano a dirsi ma sostituiscono gli infermieri in tutto: dall’igiene dei meno autonomi, fino alla consegna della terapia giornaliera. Tutto questo si ripete routinariamente in molte strutture.

 

Ma chi è l’Educatore Professionale?

Esistono due tipi di Educatori Professionali:

Educatore sociale con una Laurea triennale o di I livello ex L18 e L19 nel novero delle professioni sociali rientrano ( l’educatore nido, l’ educatore sociale e il formatore continuo)

Educatore sanitario con una Laurea triennale o di I livello ex SNT/2 e LSNT/02 con abilitazione nel novero delle professioni sanitarie della riabilitazione

 

Quali sono gli ambiti in cui interviene?

L’educatore professionale interviene nell’ambito di un progetto terapeutico elaborato da un’equipe multidisciplinare:

a) programma, gestisce e verifica interventi educativi mirati al recupero e allo sviluppo delle potenzialità dei soggetti in difficoltà per il raggiungimento di livelli sempre più avanzati di autonomia;

b) contribuisce a promuovere e organizzare strutture e risorse sociali e sanitarie, al fine di realizzare il progetto educativo integrato;

c) programma, organizza, gestisce e verifica le proprie attività professionali all’interno di servizi socio-sanitari e strutture socio-sanitarie-riabilitative e socio-educative, in modo coordinato e integrato con altre figure professionali presenti nelle strutture, con il coinvolgimento diretto dei soggetti interessati e/o delle loro famiglie, dei gruppi, della collettività;

d) opera sulle famiglie e sul contesto sociale dei pazienti, allo scopo di favorire il reinserimento nella comunità;

e) partecipa ad attività di studio, ricerca e documentazione finalizzate agli scopi sopra elencati.

 

L’educatore fa parte di quella categoria professionale appartenente alle professioni sanitarie, egli gioca un ruolo essenziale nel campo dell’educazione sanitaria.

Ciò che però viene richiesto all’educatore è di consegnare terapia “nei limiti della responsabilità del buon padre di famiglia”. Spieghiamo meglio. Le cooperative e le srl, che non vogliono assumere infermieri, richiedono agli educatori professionali di somministrare psicofarmaci e terapie mediche, assumendosi però solo le responsabilità che anche un padre di famiglia potrebbe assumersi. Un discorso poco chiaro, considerando le responsabilità professionali che si chiamano in gioco durante la somministrazione della terapia.

Gli educatori, in una situazione di crisi e mancanza lavorativa accettano le richieste delle case di cura.

 

Rimaniamo ancora una volta indignati di fronte all’ennesimo sistema che accetta e specula sugli abusi di professione, a discapito del cittadino (in questa situazione, per la maggior parte ignari dei pericoli che corrono) ed a discapito della nostra professione.

 

Chiudiamo l’articolo con la sentenza n.552 del T.A.R. Toscana, II sez., sentenza 11 giugno 1998

e840dda4af545e4c1b65faeabcfc7bf7_XLÈ illegittimo l’ordine di servizio con cui vengono incaricati di somministrare agli assistiti di un centro diurno di riabilitazione di un’azienda U.S.L,. i farmaci prescritti dal medico curante, figure professionali come educatori, fisioterapisti e O.T.A. (Operatori tecnici addetti all’assistenza).
Non compete a tali figure la somministrazione di farmaci a soggetti disabili dato che tale attività presuppone la valutazione del momento della loro somministrazione, in relazione al concreto stato psicofisico dei destinatari stessi, richiede sicuramente una qualificazione, oltre che esperienza professionale.
La somministrazione di farmaci è del tutto estranea ai compiti di personale con qualifiche diverse da quelle infermieristiche in quanto l’opera dell’educatore professionale si limita alla cura del recupero e del reinserimento di soggetti portatori di menomazioni psicofisiche; l’opera del terapista occupazionale e del fisioterapista sono finalizzate al recupero e l’uso ottimale di funzioni finalizzate al reinserimento, all’adattamento e alla integrazione dell’individuo nel proprio ambiente personale, domestico e sociale, mentre i compiti dell’O.T.A. sono del tutto manuali.
La somministrazione di farmaci non può ritenersi mansione complementare e strumentale rispetto agli obiettivi di lavoro di tali figure professionali e sono da considerarsi del tutto estranee alle mansioni affidate dalle normative vigenti.

 

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About the author

Nato a Maglie in Provincia di Lecce, laureato in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena. Presta servizio inizialmente presso un poliambulatorio specialistico specializzandosi nella lettura di ECG. Diviene Istruttore di BLSD Adulto e Pediatrico dell'American Heart Association. Nel Marzo 2015 lavora come Staff Nurse in Chirurgia d'Urgenza, presso il Darlington Memorial Hospital a Darlington (United Kingdom). Nel Giugno 2017 ottiene il ruolo di Surgical Nurse Practitioner in Clinical Decision Unit dove si specializza nell'assessment del paziente chirurgico e il trattamento farmacologico. E' ideatore e fondatore di TheNursingPost.com. Ricopre le cariche di: -Presidente dell'Associazione Culturale "Ad Maiora" attiva nel campo della divulgazione scientifica -Supplente dei Revisori dei Conti del Collegio IPASVI di Lecce -Presidente dei Revisori dei Conti del Nucleo CIVES di Lecce

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