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EBOLA. Gli infermieri? La classe più a rischio!

1413962045-0-ebola-tra-falsi-allarmi-e-rischi-parla-pasquale-narciso-esperto-di-malattie-infettiveLa malattia da virus Ebola (EVD) è causata da un virus ad RNA.
Precedentemente nota come febbre emorragica Ebola, è una malattia grave, spesso fatale nell’uomo. Il virus è stato trasmesso alle persone da animali selvatici infetti e si diffonde all’interno della comunità da persona a persona
Il tasso medio di mortalità per EVD è di circa il 50% (varia dal 25% al 90% a seconda della comunità).

 

20140802_MAM900I primi focolai di EVD si sono verificati in villaggi dell’Africa centrale e occidentale, vicini alla foresta pluviale, ma la più recente epidemia in Africa occidentale ha coinvolto le principali aree urbane e rurali.

COME CONTROLLARE LE EPIDEMIE DI EBOLA?
Un buon controllo dei focolai si basa sull’applicazione di una serie di interventi: gestione dei casi, individuazione e sorveglianza dei contatti, ottimi laboratori per la diagnosi, sepolture sicure e mobilitazione sociale.

COME SI CURA UN PAZIENTE AFFETTO DA EVD?
Una cura precoce di supporto con reidratazione e terapia sintomatica migliora la sopravvivenza. Allo stato attuale non esiste una terapia in grado di neutralizzare il virus; sono in fase di studio l’uso di sangue intero e sieri provenienti da soggetti convalescenti e terapie farmacologiche.

ESISTE UN VACCINO?
Non esistono vaccini autorizzati per EVD;  sono in fase di sperimentazione due vaccini, ma nessuno è disponibile al momento.

Per gli infermieri, un dato da tenere in considerazione per l’orientamento del proprio lavoro è quello pubblicato dal Ministero della Salute in data 24/11/14; nell’articolo pubblicato sul sito ufficiale ( salute.gov.it ) si legge chiaramente che GLI INFERMIERI SONO LA CLASSE A MAGGIOR RISCHIO INFETTIVO. Questa notizia non crea stupore visto che gli infermieri sono coloro che, più di qualunque figura professionale sanitaria, stanno a stretto contatto con il paziente. Ciò che ci preme sottolineare è che non si devono creare allarmismi; piuttosto bisogno potenziare FORMAZIONE e  INFORMAZIONE sui meccanismi di contagio e sui metodi per evitare che esso avvenga. Di seguito abbiamo provato ad elencare le nozioni di maggior rilievo, in modo da informare il più possibile i colleghi di tutta Italia.

SEGNI E SINTOMI TIPICI DELL’INFEZIONE?TYP-427808-4323448-268747_Marek-Kosmal--330x185
Comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, seguiti da vomito, diarrea, esantema (“rash” cutaneo), insufficienza renale ed epatica e, in alcuni casi, emorragia sia interna che esterna.
Globuli bianchi e piastrine bassi.
Enzimi epatici alti.

Il periodo di incubazione o l’intervallo di tempo dall’infezione alla comparsa dei sintomi è tra i 2 e i 21 giorni. Il paziente diventa contagioso quando comincia a manifestare sintomi, non è contagioso durante il periodo di incubazione. L’infezione da malattia da virus Ebola può essere confermata solo attraverso test di laboratorio.

ebolaCOME PROTEGGERE GLI OPERATORI SANITARI?

Gli operatori sanitari che trattano pazienti con malattia sospetta o confermata sono a più alto rischio di infezione rispetto agli altri gruppi. In aggiunta alle precauzioni standard di assistenza sanitaria gli operatori devono:
– Applicare rigorosamente le misure raccomandate per il controllo delle infezioni ed evitare l’esposizione a sangue infetto, fluidi o ambienti o oggetti contaminati, come la biancheria sporca dei liquidi biologici di un paziente o gli aghi usati.
– Utilizzare dispositivi di protezione individuale come camici monouso, guanti, maschere e occhiali o visiere e non riutilizzare i dispositivi di protezione o indumenti a meno che non siano stati correttamente disinfettati.
– Cambiare i guanti dopo ogni operazione di assistenza ad un caso sospetto/confermato di Ebola.
– Tenere separati i pazienti infetti dagli altri pazienti e dalle persone sane.

Schermata-2013-07-31-alle-18.07.47Il Ministero della salute ha diffuso una serie di circolari e un Protocollo centrale per la gestione dei casi e dei contatti sul territorio nazionale. Per saperne di più consulta la pagina Gestione dei casi e dei contatti in Italia, indicazioni per gli operatori.

Vedi anche la pagina interattiva Sintesi precauzioni per gli operatori.

 

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SONO STATI REGISTRATI CASI DI TRASMISSIONE DEL VIRUS EBOLA IN ITALIA?

No. Tutti i casi sospetti sul territorio italiano sono risultati negativi agli esami.

 

 

ebola-czechCOSA FA L’OMS PER PROTEGGERE NOI INFERMIERI?

L’OMS fornisce consulenza tecnica ai Paesi e alle comunità per la preparazione e la risposta alle epidemie di Ebola.

  • sorveglianza delle malattie e condivisione delle informazioni tra i Paesi sui focolai epidemici
  • assistenza tecnica per studiare e contenere le minacce per la salute quando si presentano (come l’assistenza sul posto, per identificare le persone malate e tracciare modelli di malattia)
  • consigli su scelte di prevenzione e di trattamento
  • invio di esperti e distribuzione di materiale sanitario (come dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari), quando richiesti dal Paese
  • comunicazioni per aumentare la consapevolezza della natura della malattia e le misure sanitarie di protezione per controllare la trasmissione del virus
  • attivazione di reti di esperti, a livello continentale e globale, per fornire assistenza, se richiesta, e mitigare i potenziali effetti sulla salute, nonché informazioni su modalità di viaggi e commerci.

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L’OMS ha varato una road map per guidare e coordinare la risposta internazionale all’epidemia di Ebola in Africa occidentale. La road map ha lo scopo di interrompere la trasmissione di Ebola entro 6-9 mesi.

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