NEWS: Basil Sharrack e la cura miracolosa per la Sclerosi Multipla

449211_919489_168_cervel_15289908_display“Miracoloso non è un termine che uso a cuor leggero – precisa Basil Sharrack, a capo del team britannico -, ma abbiamo assistito a profondi miglioramenti neurologici. Non si tratta di una terapia adatta a tutti perché è molto aggressiva”. La procedura non è nuova: numerosi gruppi di ricerca nel mondo ci stanno lavorando ormai da una ventina di anni.

Una buona notizia nel campo della cura della sclerosi multipla è stato pubblicato su “Journal of the american medical association (Jama)”, dal team di Basil Sharrack. La cura consisterebbe nel distruggere il sistema immunitario, attraverso altissime dosi di farmaci chemioterapici e, successivamente, sulla sua ricostruzione, grazie al trapianto di cellule staminali prelevate dal sangue dello stesso paziente. Le staminali agiscono subito. Dopo solo due settimane cominciano a produrre nuovi globuli rossi e bianchi. In appena un mese il sistema immunitario si riattiva, e i pazienti cominciano a percepire i primi cambiamenti.

Ma questo trattamento, basato sull’autotrapianto di staminali del midollo osseo non è, in realtà, del tutto nuovo. Lo dimostra, ad esempio, una ricerca italiana, condotta da Giovanni Mancardi dell’Università degli Studi di Genova e Riccardo Saccardi dell’Azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze, e pubblicata nelle scorse settimane sulla rivista “Neurology”.

“È una procedura su cui numerosi gruppi di ricerca nel mondo stanno lavorando ormai da una ventina di anni – precisa all’AgiMancardi, uno degli autori dello studio promosso dalla Società europea trapianti di midollo (Ebmt) e finanziato dalla Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism) -. Il trattamento consiste nell’applicare un’intensa immunosoppressione seguita da trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche. Una quindicina di giorni fa – sottolinea lo studioso – abbiamo pubblicato uno studio in cui abbiamo dimostrato che questa procedura è più efficace della terapia farmacologica standard”.

epilepsyQuanto però riferito dal team di Sharrack e anche di Mancardi è che bisogna valutare con attenzione a chi somministrare tale terapia avendo un tasso di mortalità che si aggira dall 1% al 2%. Un valore che risulta molto alto.

Non si tratta di una terapia adatta a tutti perché – puntualizza Sharrack – è molto aggressiva. I pazienti devono essere, infatti, piuttosto in forma per sopportare gli effetti della chemioterapia”. Anche Mancardi è dello stesso avviso. “Questa procedura – spiega lo studioso italiano – è indicata solo nei casi in cui il paziente è colpito da una forma molto aggressivadi sclerosi multipla, e non per quelli costretti sulla sedia rotella. Si tratta, infatti, di un trattamento molto forte che ha un tasso di mortalità intorno all’1-2 per cento. Quindi – conclude Mancardi -, non può essere somministrato a cuor leggero”.

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