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EUTANASIA: Veronesi risponde al Caposala del Careggi

2094748-careggiL’articolo uscito su Repubblica dell’intervista ad un Caposala del Careggi di Firenze ha decisamente sconvolto l’opinione pubblica

Lo stesso però non si può dire dei professionisti sanitari, che ormai conoscono le procedure e affrontano in silenzio “l’Eutanasia Silenziosa” (come è stata definita dall’intervistato)  . Secondo il Coordinatore Infermieristico del Careggi di Firenze ogni hanno circa 40 malati terminali si spengono perché si decide di staccare la spina.

Vi riportiamo parti di articolo:

Come possiamo definirla? “Eutanasia silenziosa”. Per noi è un fatto di tutti i giorni. Lo affrontiamo con grande difficoltà, ma sicuri di fare sempre la cosa più giusta”, dice Michele (lo chiameremo così). Una laurea, la specializzazione, il master, la carriera infermieristica, oggi è caposala all’ospedale Careggi di Firenze. Ha voglia di raccontare quello di cui, chissà se per pudore o se per una congiura del silenzio, nessuno parla mai. E di farlo evitando la politica, “ma con il buonsenso di chi sta in prima linea”.

Appunto, la verità: parenti e dottori sanno capirsi, a volte basta uno sguardo di intesa, di comprensione, di compassione. “Formalmente il medico non può dire “va bene, stacco la macchina” a chi ci chiede un intervento di questo tipo. Ma fa intendere che c’è la possibilità di non accanirsi. Bisogna saper comunicare un concetto ma senza esprimerlo fino in fondo. Tocca fare gli equilibristi con le parole”. Ci sono farmaci che tengono su pressione arteriosa e funzionalità respiratorie: “Smettiamo di darli, per esempio. Non facciamo più le cosiddette procedure invasive. Se non c’è alcuna possibilità di ripresa, che senso ha?”.

Potete vedere l’intero articolo qui : LINK REPUBBLICA

Veronesi-Umberto-2Dopo pochi giorni abbiamo avuto la risposta di Veronesi che si allinea a quanto detto dal Caposala del Careggi.

“Al malato terminale che negli ultimi giorni di vita con dolori violentissimi chiede l’iniezione per morire serenamente gli viene negata” e “se il medico la fa può essere accusato di omicidio. Molti pero’ la fanno, e’ un movimento sott’acqua che si trova a lavorare in maniera clandestina”. L’oncologo e fondatore dello Ieo, l’Istituto europeo di oncologia, Umberto Veronesi, scende in campo ancora una volta per parlare di eutanasia a margine del convegno “Uniti per i pazienti” all’Università  Statale.

Veronesi continua citando il triste fatto del Suicidio di Mario Monicelli, che ripetutamente aveva chiesto un iniezione per superare gli ultimi istanti della propria vita (caratterizzati da dolori atroci) , cosa che però gli è stata negata. Il risultato è stato quanto letto sui giornali, Monicelli si è suicidato, gettandosi dalla finestra.

Veronesi si unisce a quanto detto dal Caposala del Careggi, e continua con la lotta per la libertà di Eutanasia.

Riportiamo l’articolo: LINK REPUBBLICA

About the author

Nato a Maglie in Provincia di Lecce, laureato in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena. Presta servizio inizialmente presso un poliambulatorio specialistico specializzandosi nella lettura di ECG. Diviene Istruttore di BLSD Adulto e Pediatrico dell'American Heart Association. Nel Marzo 2015 lavora come Staff Nurse in Chirurgia d'Urgenza, presso il Darlington Memorial Hospital a Darlington (United Kingdom). Nel Giugno 2017 ottiene il ruolo di Surgical Nurse Practitioner in Clinical Decision Unit dove si specializza nell'assessment del paziente chirurgico e il trattamento farmacologico. E' ideatore e fondatore di TheNursingPost.com. Ricopre le cariche di: -Presidente dell'Associazione Culturale "Ad Maiora" attiva nel campo della divulgazione scientifica -Supplente dei Revisori dei Conti del Collegio IPASVI di Lecce -Presidente dei Revisori dei Conti del Nucleo CIVES di Lecce

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