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Dottore in Infermieristica: Facciamo chiarezza…

Sia al cittadino sia alla maggior parte degli infermieri è poco chiaro l’utilizzo del titolo di Dottore per la professione Infermieristica. L’Associazione Infermieri Legali e Forensi nel proprio sito internet ha chiarito la posizione dell’infermiere.  Vi riporto qui di seguito l’articolo:

Il DM 22 Ottobre 2004, n. 270, “Modifiche al regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509”, recita:
Art. 13, “Disposizioni transitorie e finali”, Comma 7
A coloro che hanno conseguito, in base agli ordinamenti didattici di cui al comma 1, la laurea, la laurea magistrale o specialistica e il dottorato di ricerca, competono, rispettivamente, le qualifiche accademiche di dottore, dottore magistrale e dottore di ricerca.

La qualifica di dottore magistrale compete, altresì, a coloro i quali hanno conseguito la laurea secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509.

I laureati in infermieristica sono dottori; circa l’utilizzo del titolo sul luogo di lavoro, spetta ai diretti interessati far rispettare questo loro diritto.

E’ importante ricordare che l’utilizzo del titolo di dottore è stato regolamentato dal Regio Decreto 4 Giugno 1938, n. 1269 (ancora in vigore), che all’art. 48 recita:

“il titolo di dottore spetta a coloro che hanno conseguito una laurea, e ad essi solo”.

Questo significa che il titolo è strettamente legato al possesso di una laurea, indipendentemente dalla sua durata e dalla sua natura; quindi ci si può fregiare del titolo di dottore indipendentemente dalla propria posizione lavorativa, a condizione di essere laureati, ovviamente!

Nel nostro caso, avremo l’Infermiere Sig. Rossi (senza laurea) o l’Infermiere Dott. Rossi (con la laurea); il titolo di dottore spetta anche se la laurea non è del proprio ambito professionale.

In breve il titolo di Dottore va a qualsiasi Infermiere che ha conseguito la Laurea, è dunque scorretto affermare che il Dottore in Infermieristica va solo a colui che ha conseguito la Laurea Magistrale.
Cari Infermieri, il cambiamento parte da noi, la legge afferma che voi tutti siete Dottori.

Passiamo agli Infermieri Diplomati. Dopo l’uscita dell’articolo ci sono stati dei dibattiti che ci hanno portato a modificare quanto scritto in precedenza più di una volta

Dopo la segnalazione di alcuni utenti sull’equipollenze introdotte dalla Legge Gelmini del 2010 n 240 abbiamo deciso di pubblicare il comma 1 e 2 del 17° articolo.

Art. 17.
(Equipollenze)

1. I diplomi delle scuole dirette a fini speciali istituite ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, riconosciuti al termine di un corso di durata triennale, e i diplomi universitari istituiti ai sensi della legge 19 novembre 1990, n. 341, purche’ della medesima durata, sono equipollenti alle lauree di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509.

2. Ai diplomati di cui al comma 1 compete la qualifica accademica di «dottore» prevista per i laureati di cui all’articolo 13, comma 7, del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270.

 

Dopo aver approfondito il discorso, ci siamo collegati sul sito del Collegio Ipasvi di Gorizia dove abbiamo trovato quanto segnalato dai nostri lettori. In un documento firmato da Mario Schiavon, attuale presidente ENPAPI, possiamo leggere:

Oltre all’equipollenza stabilita dal Ministero della Salute nel 2000, riguardante le Scuole Regionali e le Scuole Universitarie Dirette a Fini Speciali SDAF (di durata biennale o triennale), ai Diplomi Universitari, con la recente legge Gelmini del 30 dicembre 2010, n. 240 art. 17, commi 1 e 2, sia i Diplomi rilasciati dalle Scuole Dirette A Fini Speciali che i Diplomi Universitari,ma solo se a durata triennale, sono stati riconosciuti EQUIPOLLENTI anche alla Laurea, con diritto alla qualifica accademica di “dottore”.

 

Tutto questo però è frutto di un errore di interpretazione. Dopo un ulteriore segnalazione abbiamo interrogato il nostro Collegio di appartenenza che ci ha mostrato un documento (una comunicazione privata) del Ministero della Salute ad un Professionista (di cui non conosciamo l’identità, perchè accuratamente nascosta) che aveva posto la stessa domanda.

Il testo affermava che la qualifica di Dottore va solo a chi ha intrapreso la carriera Accademica, dunque solo ai Laureati.

Infine, come ulteriore conferma, siamo riusciti ad intercettare la Presidente della Federazione IPASVI, Dr.ssa Mangiacavalli, ed abbiamo sottoposto la questione. Ricevendo una conferma di quanto scritto in questo articolo.

 

 

Alleghiamo alcuni documenti:

Per vedere il documento di Schiavon clicca QUI

http://www.cipur.it/Varie/Decretazione%20delega%20L.%20Gelmini%202011/decreto11nov11.pdf

http://www.ipasvigorizia.it/allegati/allegatiComunicazione/EQUIPOLLENZA_NOTA.pdf

 

About the author

Nato a Maglie in Provincia di Lecce, laureato in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena. Presta servizio inizialmente presso un poliambulatorio specialistico per poi divenire Istruttore di BLSD Adulto e Pediatrico dell'American Heart Association. Attualmente lavora come Staff Nurse in Chirurgia, presso il Darlington Memorial Hospital a Darlington (United Kingdom). E' ideatore e fondatore di TheNursingPost.com. Ricopre le cariche di: -Presidente dell'Associazione Culturale "Ad Maiora" attiva nel campo della divulgazione scientifica -Revisore dei Conti del Collegio IPASVI di Lecce -Presidente dei Revisori dei Conti del Nucleo CIVES di Lecce

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16 commenti

  1. Paola Obbia

    perchè dite che chi ha solo il diploma regionale, riconosciuto equipollente non può utilizzare il titolo di dottore?

    Gli infermieri in possesso di diploma e di maturità hanno accesso alla formazione post laurea, master di primo livello. Il titolo di dottore possono usarlo? Non hanno la laurea, ma un titolo equipollente e un titolo di formazione post base.

    Ci sono addirittura università on line che fanno accedere infermieri senza maurità ai master di primo livello, perchè in effetti la legge riconosce il vecchio titolo equipollente e quindi valido per l’accesso al master!
    Saluti
    Paola Obbia

  2. kim

    Ehmmm scusate credo sia il caso di fare ulteriore chiarezza….
    Il titolo di dottore spetta solo a chi è in possesso di una laurea. Punto.
    la legge Gelmini non c’entra nulla con questo discorso.
    L’equipollenza è a fini lavorativi (cioè si può continuare a lavorare anche solo con il diploma regionale) ed ai fini della formazione post base. L’equipollenza NON regala titoli accademici di nessun genere.
    Per quanto riguarda le università che accettavano studenti senza titolo di scuola superiore come studenti di master, hanno dovuto smettere a seguito di una circolare ministeriale molto chiara in merito.
    Kim

    • Cat

      sig Kim, magari la cosa non le sara’ gradita ma il decreto Gelmini parla chiaro il titolo accademico di “dottore” spetta a tutti i possessori dei titoli equipollenti.

  3. kim

    Questa frase pubblicata nell’articolo e quindi sbagliata, “Un diplomato infermiere, dunque, ha comunque diritto al titolo di dottore.”
    NON È ASSOLUTAMENTE VERO CHE UN INFERMIERE CON IL SOLO DIPLOMA REGIONALE POSSA USARE IL TITOLO DI DOTTORE.
    In base invece al decreto interministeriale 11 novembre 2011 che potete trovare qui http://www.cipur.it/Varie/…/decreto11nov11.pdf possono usare il titolo di dottore coloro che sono in possesso del diploma universitario in infermierstica. Nel pdf trovate anche le tabelle precise.
    Kim

  4. Sinapsi

    Non sono d’accordo. Il ciclo universitario 3+2 permette la dicitura di dottore altrimente si è dottore equipollente che suona leggermente risibile.
    Per quanto riguarda i master on line si apre uno scenario apocalittico perchè l’interesse principale è di far cassa mentre poteva essere un’occasione per chi ha difficoltà nella frequenza alle lezioni. Se non sei diplomato il titolo conseguito non è valido ed è facilmente impugnabile se casomai si riuscisse a spendere.

  5. Pasquale

    Non sono daccordo. Equipollenza nel senso di lavoro inteso come infermiere diplomato è uguale a infermiere laureato come cosice dentologico, figura professionale ecc ma non a livello accademico! Altrimenti la legge avrebbe un controsenso, mi spiego: se la normativa attuale nazionale dice è Dottore chiunque possegga una laurea… E quindi ha anche un diploma…Chi avrebbe un diploma Universitario o altri titoli equipollenti e si lo stesso infermiere ma ceramente non ha magari il diploma di maturità o anche la laurea… Quindi come possiamo definirlo Dottore anch’egli? Articolo errato mi spiace.

  6. Giuliano

    Equipollenza significa che i diplomi hanno la stessa validità per l’accesso ai concorsi, Cosa ben diverso è il termine Equivalente.
    Il Legislatore non a caso ha utilizzato il termine equipollente ( e specifica “dove” ai fini ecc. ecc….” e NON Equivalente.
    rimando un link interessante:
    http://www.compubblica.it/index.html?idnews=2006

    • kat

      In termini giuridici il concetto di equipollenza e’ superiore a quello di equivalenza. L’equipollenza di un titolo infatti viene sancita da uno specifico provvedimento legislativo che ne determina lo status .Molti titoli equivalenti infatti a differenza di quelli equipollenti non consentono l’accesso ad alcuni percorsi formativi.

  7. marianna

    mah , io ho quasi 60 anni ed esercito dal 1978 , primo corso regionale Diploma Infermiere Professionale di durata triennale . L’ho conseguito dopo la Maturità Scientifica . Sin dal 2000 è stata chiara l’equipollenza al DU ai fini di esercizio professionale e formazione post base ( purché in possesso soggettivo anche del prerequisito di maturità quinquennale indispensabile da sempre per ogni accesso universitario) . Nonostante ciò assistemmo ad una ridicolo florilegio di inviti a convalidare il titolo professionale posseduto tramite vari esami integrativi e fantasiose procedure allo scopo di renderlo “proprio uguale” al DU. al punto che si è dovuto aspettare il 2012 perchè fosse ribadito nel “Gelmini ” che no non avevamo bisogno di fare niente . Ma va ? eppure era scritto in italiano corrente . Poi si iniziato l’appassionante “dibattito” del finalmente tutti dottori . E perché mai sarà così esiziale per la qualità della professione o del singolo professionista? Sempre la Gelmini , o meglio i tecnici hanno si esteso l’equipollenza anche con possibilità di usare il titolo di dottore ai frequentanti il DU e le scuole dirette a fini speciali , perché per queste e solo per queste sin da allora il prerequisito era il possesso di maturità quinquennale. Per avere una laurea , da sempre devi prima avere una maturità . Noi siamo il paese delle sanatorie ma le virgole nei commi delle leggi sono fondamentali. Così come la giurisprudenza. Sono molto contenta che da anni si vada all’università , da maggiorenni e diplomati quinquennali e ci si laurei dottori in infermieristica . Ma io continuerò a non usare un titolo che non ho conseguito ai sensi delle vigenti norme , per rispetto di chi l’ha conseguito , della sostanza della professione che esercito e perché non mi risulta affatto che sia questo lo spartiacque fra i colleghi ai quali affiderei la mia vita e quelli che radierei . Infermiere è un onore. La parola giusta per definire la professione. Buone cose a tutti

  8. Vento Giuseppe Fabio

    Buongiorno, in data 9 giugno 2015 ore 12.55 ho inviato una mail di chiarimenti al vostro sito ‘direzione@infermieri-italia.it’, per cortesia, vorrei avere una risposta/parere legale da girare al mio collegio. Il collegio IPASVI di Milano Lodi Monza e Brianza smentisce l’utilizzo del titolo accademico di dottore anche per i diplomati……Risponde che la legge 240 del 30 dicembre 2010 art. 17 comma 1 e 2 e qualsiasi altro…. è solo frutto di una sbagliata interpretazaione.

    • Infermieri-Italia.it

      Ciao Giuseppe. Stiamo valutando nuovamente la questione. Il frutto della cattiva interpretazione sembra essere un problema di non pochi collegi. Le risponderò subito alla sua mail. a presto!

  9. Vento Giuseppe Fabio

    Buongiorno,
    intanto vi ringrazio di aver risposto, ma considero comunque forviante le spiegazioni che avete riportato e a mio parere la questione rimane tutt’altro che chiusa.
    Ritengo inattendibili delle dichiarazioni cui non seguono nulla di scritto e che in ogni modo comprovi queste famose “sbagliate interpretazioni”.
    Non è possibile accettare un si dice, ho chiesto, mi hanno detto che esiste una circolare del Ministero che scrive a un collega……, le circolari anche del Ministero che rettificano una legge dello stato sono pubbliche e non private.
    Non è possibile accettare un abbiamo chiesto al Presidente in carica del collegio IPASVI Nazionale dr.ssa Mangiacavalli , la quale risponde confermo: “il titolo accademico di dottore spetta sono ai Laureati dal 2004”.
    A mio parere quello che si sostiene, essendo e rappresentando il Collegio IPASVI Nazionale un’istituzione, e se posto come l’interrogazione richiesta, certamente rilevante e importante, deve essere espresso e specificato anch’esso come atto pubblico e non verbalmente.
    Non è ammissibile:
    – sconfessare una legge dello stato che è la n 240 del 2010 art. 17 com. 1,2 operativa a tutti gli effetti;
    – sconfessare una dichiarazione ancora agli atti del Collegio Provinciale IPASVI di Gorizia;
    – sconfessare il Presidente dell’ ENPAPI dott. Schiavone, ancora in carica.
    Vi riporto l’indirizzo del Consiglio Universitario Nazionale, agganciato nel Link con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, riporta la nostra famosa Legge 240, i decreti attuativi ecc. riportando sempre il nostro famoso art. 17 com. 1 e 2 che anch’io riporto con le testuali e inequivocabili affermazioni:
    Legge 30 dicembre 2010, n. 240
    “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonche’ delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”
    pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 2011 – Suppl. Ordinario n. 11
    ________________________________________
    TITOLO I
    ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA UNIVERSITARIO

    Art. 17.
    (Equipollenze)
    1. I diplomi delle scuole dirette a fini speciali istituite ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, riconosciuti al termine di un corso di durata triennale, e i diplomi universitari istituiti ai sensi della legge 19 novembre 1990, n. 341, purche’ della medesima durata, sono equipollenti alle lauree di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509.
    2. Ai diplomati di cui al comma 1 compete la qualifica accademica di «dottore» prevista per i laureati di cui all’articolo 13, comma 7, del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270.
    3. Ai diplomi delle scuole dirette a fini speciali, istituite ai sensi del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 162 del 1982, e ai diplomi universitari istituiti ai sensi della citata legge n. 341 del 1990, di durata inferiore a tre anni, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 13, comma 3, del citato regolamento di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica n. 509 del 1999.
    4. Con decreto del Ministro, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e’ identificata l’attuale classe di appartenenza del titolo di laurea a cui fanno riferimento i diplomi universitari rilasciati dalle scuole dirette a fini speciali e i diplomi universitari dell’ordinamento previgente.
    Sito Ufficiale del CUN
    Consiglio Universitario Nazionale
    https://www.cun.it/documentazione/provvedimenti-di-attuazione/
    Comunque, termino informandovi che ho dato mandato a un gruppo di avvocati associati di verificare il tutto, vedremo dov’è questa circolare del Ministero della Salute e come andrà a finire.
    La questione è ancora più aperta di prima.
    Ringrazio nuovamente e porgo a voi i miei più cordiali saluti.
    Grazie.
    Cordiali saluti.
    Vento Giuseppe Fabio

    • Infermieri-Italia.it

      Salve Signor Vento, alla stesura dell’articolo abbiamo avuto, come le ben sa, lo stesso “problema”. Il decreto da lei citato, riportata anche nell’articolo ci ha lasciato perplessi. Sottolineiamo che non esiste una circolare, ma una risposta ad una domanda posta da un professionista, e che dunque, per privacy, non ci è stato mostrato nient’altro che il testo. Inoltre noi stessi siamo in attesa di una comunicazione ufficiale della Federazione. Qualora avesse ulteriori sviluppi confidiamo nella sua partecipazione. A presto!

      • GAETANO

        Bella ed esauriente disquisizione CHE CONDIVIDO…. “SPETTA,COMUNQUE, IL TITOLO DI DOTTORE” !!!

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