Stitichezza: Gestione e Prevenzione

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La stitichezza è un disturbo molto frequente tanto che ne è coinvolto il 20-40% dei soggetti che vivono nei paesi industrializzati.

 

LE CAUSE PRINCIPALI

Le cause di questi disturbi sono difficilmente rilevabili a causa della complessità dei motivi che portano a questa problematica, esistono però dei fattori che predispongono o aumentano il rischio di stitichezza:stitichezza-stipsi

  • Non seguire una dieta ricca di Fibre

  • Ignorare lo stimolo

  • non bere acqua a sufficienza

  • non possedere la privacy necessaria per usare il bagno in tutta tranquillità

  • Ansia e Depressione

  • Problemi Psichiatrici, condizioni di violenza a traumi.

 

I FARMACI

Tra i Farmaci che possono portare a soffrire di Stitichezza abbiamo:

  • Antiacidi

  • Diuretici

  • Antidepressivi

  • Anti-epilettici

  • Antispastici

  • Antistaminici

Nella stitichezza cronica abbiamo una correlazione con farmaci quali: FANS, Acido Acetilsalicilico (Classica ASPIRINA), paracetamolo (TACHIPIRINA).

 

NEL BAMBINO

 

stitichezza-lattanteNel bambino il problema della stitichezza è spesso causato da un’esperienza dolorosa. Alcuni bambini tendono a trattenersi e rimandare lo stimolo a causa del dolore. Questa scelta porta a provare nuovamente dolore instaurando un circolo vizioso. Questo genere di problema porta alla cronicizzazione del disturbo.

La letteratura suggerisce che i bambini allattati dal latte materno sviluppano con meno probabilità un stitichezza infantile.

 

LA STITICHEZZA: GENERALITA’

Esistono due tipi di Stitichezza:

  • Primaria, causata dal rallentato transito, le alterazioni della defecazione o sindrome del colon irritabile.

  • Secondaria, causata da farmaci tra i quali gli analgesici oppioidi e i farmaci anticolinergici.

Per stitichezza funzionale si intende la presenza di due o più delle seguenti caratteristiche in almeno il 25% delle scariche:

  1. Sforzo nella defecazione

  2. presenza di feci dure o fecalomi

  3. sensazione di incompleta evacuazione

  4. sensazione di ostruzione o blocco ano-rettale

  5. necessità di ricorrere a manovre manuali per la evacuazione.

  6. meno di tre scariche a settimana

  7. evacuazioni rare senza l’uso di lassativi

  8. esclusioni della diagnosi di sindrome di intestino irritabile

I disturbi, inoltre, devono perdurare per almeno 3 mesi nel corso dell’ultimo semestre per una diagnosi di Stitichezza Cronica.

La frequenza di evacuazione dovrebbe essere di una al giorno o una ogni due giorni. Molti soggetti che si consideravano stitici, in realtà è stato dimostrato di non rientrare nei criteri diagnostici.

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IL TRATTAMENTO

Ricordiamo che il trattamento è di competenza medica, qualora soffriate di stitichezza cronica è raccomandato rivolgersi al proprio medico curante

Il trattamento del disturbo deve essere indirizzato verso la causa del problema.

Modificare lo stile di vita ha dato molti risultati positivi, l’uso di lassativi invece è da tenere sotto stretto controllo medico e può perdurare per brevi periodi.

I quattro tipi di lassativi:

  1. lassativi formanti massa, a base di fibre che agiscono richiamando acqua e migliorando la peristalsi

  2. lassativi osmotici (salini e non)composti a base di ioni che agiscono richiamando acqua.

  3. lassativi stimolanti a base di Senna che agisce sulla mucosa colica riducendo il riassorbimento di acqua.

  4. Ammorbidenti fecali, che agiscono per rendere più soffici le feci e facilitare l’evacuazione.

PREVENZIONE

Per prevenire e trattare la stitichezza cronica è importante aumentare l’apporto di LIQUIDI e FIBRE (se non controindicato).

La dieta deve essere dunque ricca di:

  • Frutta

  • Verdura

  • Pane, Riso, Pasta Integrale

L’introduzione dei liquidi dovrebbe essere compresa tra 1.500 e 2.000 ml al giorno.

Bisogna ricordare che sarebbe meglio limitare al minimo gli alcoolici e le bevande a base di caffeina, per la loro azione diuretica che porterebbe ad una riduzione di liquidi.

Bisogna ricordarsi di :

  • NON ignorare lo stimolo

  • Praticare attività fisica (Camminata, Passeggiata, Jogging)

Sono molto utili, oltre che alle passeggiate (da 20 ai 60 minuti al di), gli esercizi di inclinazione pelvica, la rotazione del tronco verso il basso e il singolo sollevamento delle gambe

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FONTE: L’Infermiere n 1/ 2013 pag 28-29

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